DOMENICA 26 APRILE IV DOMENICA DI PASQUA (A)
IN ASCOLTO DELLA PAROLA…
DAL VANGELO DI GIOVANNI (10,1-10)
In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».
PRIMA DI PRESENTARLO AI RAGAZZI…
RICORDATI CHE OGGI IL VANGELO DICE CHE…
Immaginate un recinto di pecore in una notte di duemila anni fa, in Palestina. Non è un posto romantico: c'è polvere, odore forte, buio. Eppure Gesù sceglie proprio questo scenario per raccontarci qualcosa di sé.
Comincia con una distinzione semplice, ma netta: chi entra dalla porta è il pastore; chi scavalca il muro è un ladro. Le pecore non sono stupide, riconoscono la voce di chi le vuole bene. Quando il pastore chiama, loro lo seguono. Quando arriva uno sconosciuto, fuggono.
Avete mai notato che anche voi funzionate così? Con le persone di cui vi fidate, vi aprite, vi sentite al sicuro. Con quelle che non conoscete o peggio, che intuite vogliano qualcosa da voi, vi chiudete istintivamente.
Gesù dice: io sono quella porta. È una frase strana, lo sappiamo. Non stiamo parlando di un uscio di legno! Gesù vuole dire che lui è il passaggio verso una vita vera, verso qualcosa di più grande e più bello di quello che riusciamo a immaginare da soli. Entrare "attraverso di lui" significa scegliere di guardare il mondo, gli altri, se stessi, con i suoi occhi — occhi che vedono in ogni persona qualcuno che vale, qualcuno che merita cura.
E poi c'è quella parola meravigliosa: abbondanza. "Sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza." Non una vita a metà, non una vita di sopravvivenza, non una vita passata ad arrangiarsi. Una vita piena. Gesù non promette che non ci saranno problemi, ma promette che non saremo soli ad affrontarli, e che dentro di noi può crescere qualcosa che nessuno potrà toglierci: la gioia, il senso della vita, l'amore.
C'è un ultimo dettaglio da non perdere: il pastore chiama le pecore per nome. Non le gestisce in blocco, non le tratta come un gregge anonimo. Le conosce una per una.
Questo è il modo in cui Gesù ci guarda: non come "i ragazzi del catechismo", non come "i giovani di oggi". Ti chiama con il tuo nome, conosce la tua storia, le tue domande, i tuoi giorni difficili e quelli belli.
UNA CHIAVE DI LETTURA ADATTA A LORO…
OBIETTIVO:
Il cuore di questo brano è la rivelazione dell'identità di Gesù: egli è insieme il pastore vero che conosce le sue pecore per nome e la porta attraverso cui si entra nella vita piena. Il testo contrappone Gesù — che viene per dare vita in abbondanza — ai "ladri e briganti", figure di chi inganna e sfrutta. L'obiettivo è aiutare i ragazzi a capire che Gesù non è un estraneo che comanda da lontano, ma qualcuno che ci conosce personalmente, ci chiama per nome e vuole per noi solo il meglio.
COME PROCEDERE:
Per accompagnare i ragazzi nella comprensione possiamo procedere attraverso queste tre tappe:
- L'Ascolto (I rumori del mondo):
Chiedi ai ragazzi:
"Quali sono le voci che oggi vi dicono chi dovete essere o come dovete vestirvi/comportarvi?" (Influencer, pubblicità, il desiderio di essere popolari). Spiega che queste sono spesso le voci degli "estranei" che non ci conoscono davvero.
- Il Riconoscimento (La voce del Pastore):
Come si riconosce la voce di Gesù?
Non è un audio su WhatsApp. Si riconosce quando sentiamo pace, quando siamo spinti a fare il bene, quando ci sentiamo accettati anche se abbiamo sbagliato, quando aiutiamo qualcuno in difficoltà, quando sperimentiamo che il nostro cuore esplode di gioia.
- L'Uscita (La vita in abbondanza):
Gesù dice di essere venuto perché abbiamo la vita "in abbondanza".
Invita i ragazzi a pensare a un ambito della loro vita (scuola, sport, famiglia) dove possono portare un po' di questa "abbondanza" facendo un gesto gentile o prendendo una posizione contro un’ingiustizia...
La vita in abbondanza non appartiene a qualcosa che verrà, ma al loro vivere quotidiano.
PREGHIERA FINALE
Signore Gesù,
Pastore buono e amico grande,
grazie perché non ci chiami come un gruppo anonimo,
ma pronunci il nome di ognuno di noi con amore.
Insegnaci a fare silenzio dentro di noi
per riconoscere la Tua voce tra le mille voci del mondo.
Aiutaci a fidarci di Te quando ci inviti a uscire dal recinto
per affrontare le sfide di ogni giorno.
Sii Tu la nostra porta:
proteggici quando ci sentiamo fragili
e dacci coraggio quando è il momento di camminare.
Facci vivere una vita piena, bella e luminosa,
perché con Te non ci manca nulla.
Amen.




