DOMENICA 1° FEBBRAIO IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (A)
IN ASCOLTO DELLA PAROLA…
Mt 5,1-12a
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Così, infatti, perseguitarono i profeti che furono prima di voi».
PRIMA DI PRESENTARLO AI RAGAZZI…
RICORDATI CHE OGGI IL VANGELO DICE CHE…
Passiamo a uno dei brani più celebri e rivoluzionari di tutto il Vangelo: Le Beatitudini. Questo testo è il "manifesto" di Gesù, il suo modo di dirci cosa significa davvero essere felici.
Immaginate Gesù che sale su una collina. Non va su un trono, ma si siede sull’erba, circondato dai suoi amici e da una folla di persone che cercano risposte. In quel momento, Gesù fa qualcosa di incredibile: prende la parola e riscrive le regole del mondo.
Se oggi chiedessimo a un influencer o alla TV: "Chi è che sta bene davvero?", probabilmente ci risponderebbero: "Chi ha successo, chi ha i soldi, chi è forte, chi non piange mai e chi vince sempre". Gesù, invece, ribalta tutto. Inizia a dire: "Beati", che in fondo significa "Felici", proprio a chi il mondo considera sfigato, debole o sfortunato.
Dice che sono felici i poveri in spirito, cioè quelli che non hanno il cuore pieno di orgoglio e sanno di aver bisogno degli altri e di Dio. Dice che sono felici quelli che piangono, perché non restano soli nel loro dolore, ma troveranno conforto. Dice che sono felici i miti, quelli che non usano la violenza o le urla per farsi valere, perché saranno loro a cambiare davvero la terra.
Ma attenzione: Gesù non sta dicendo che è bello soffrire. Ci sta dicendo che la nostra felicità non dipende da quanto siamo "vincenti" agli occhi degli altri, ma da quanto spazio facciamo all'amore nel nostro cuore. Ci dice che se hai fame di giustizia, se sei puro di cuore (cioè sincero, senza maschere), se costruisci la pace invece di alimentare i litigi, allora sei sulla strada giusta.
Essere cristiani non significa essere tristi o seguire regole noiose. Significa avere il coraggio di essere "controcorrente". Mentre tutti dicono "pensa a te stesso", Gesù ti dice "pensa agli altri". Mentre il mondo dice "vendicati", Lui dice "perdona". Le Beatitudini sono come una bussola: quando ti senti perso o pensi di non valere nulla perché non sei il primo della classe o il più popolare, rileggi queste parole. Ti ricorderanno che per Dio sei un capolavoro proprio nelle tue fragilità, e che la vera gioia nasce dal donarsi, non dal possedere.
UNA CHIAVE DI LETTURA ADATTA A LORO…
OBIETTIVO:
Assistiamo in questa pericope evangelica ad un “capovolgimento dei valori del mondo”: la vera felicità (la beatitudine) non sta nel successo, nel potere o nel benessere materiale, ma nella capacità di amare, di essere umili e di costruire pace. Gesù assicura che Dio è vicino a chi soffre e a chi si impegna per il bene, promettendo loro una gioia che nessuno può rubare.
COME PROCEDERE:
Ridefinire il Successo:
Aiutare i ragazzi a riflettere sulla differenza tra la "felicità dei consumi" (momentanea) e la "gioia del cuore" (profonda).
Empatia e Solidarietà:
Invitare a guardare con occhi nuovi chi è fragile o "ultimo", vedendo in loro una ricchezza e non un peso.
Impegno per la Pace:
Stimolare i ragazzi a diventare attori di pace nelle loro classi e nei loro gruppi, scegliendo la mitezza al posto del bullismo o della prepotenza.
PREGHIERA FINALE
Signore Gesù, oggi ci hai portato su quel monte con Te per parlarci di felicità. Ti chiediamo scusa se spesso cerchiamo la gioia nelle cose sbagliate o nel voler apparire migliori degli altri.
Insegnaci la strada delle Beatitudini: donaci un cuore semplice, che sappia piangere con chi soffre; donaci mani pulite, che sappiano costruire pace; donaci il coraggio di essere miti, senza rispondere al male con il male.
Quando ci sentiamo stanchi o non capiti, ricordaci che la nostra ricchezza sei Tu. Aiutaci a essere luce per i nostri amici, testimoniando che la vera felicità nasce dal volersi bene, proprio come ci hai insegnato Tu.
Amen.



