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Natale – Anno C ( 25 Dicembre 2025)

Il cammino dell’Avvento ci conduce alla luce del Natale, dove il Vangelo di Luca (2,1-14) ci annuncia una nascita umile e rivoluzionaria: Gesù, il Principe della Pace, viene al mondo in una mangiatoia, segno di un amore che si fa vicino e accogliente. Ai pastori, uomini semplici e spesso dimenticati, l’angelo proclama una grande gioia: «Oggi è nato per voi un Salvatore». È una pace donata da Dio, che non elimina le difficoltà, ma illumina il cuore e apre strade nuove.

In questo orizzonte di luce si inserisce la testimonianza di Hashim, giovane afgano fuggito dalla guerra, che ha trovato in Italia accoglienza, solidarietà e futuro. La sua storia parla di rinascita: dal dolore della fuga al sogno di un mondo senza odio, dove nessun bambino debba più vivere nella paura. Come il Bambino di Betlemme, anche Hashim ha sperimentato cosa significa non trovare posto, ma anche cosa vuol dire essere accolti.

Partendo dal suo sogno di pace, bambini e ragazzi sono accompagnati a scoprire che la pace non è un’idea astratta, ma una missione concreta, possibile per ciascuno. I “sognatori di pace”, uomini e donne premiati con il Nobel per il loro impegno a favore dei diritti, della giustizia e della dignità umana, diventano segni luminosi che indicano una strada percorribile.

Il Natale ci affida allora un compito: far brillare la pace nella vita quotidiana. Un gesto semplice, come donare una candela insieme a una parola di speranza, diventa segno di un cuore che, come la mangiatoia di Betlemme, sceglie di accogliere. Perché la pace è Gesù stesso: quando lo accogliamo, impariamo a seminare amore, perdono e fraternità nel nostro presente e nel nostro futuro.