I laboratori della seconda serata
Relazione dell'Ufficio Catechistico | files scaricabili a fine articolo
Buonasera Eccellenza, la seconda giornata della Bisaccia del Catechista è stata caratterizzata dall’attività laboratoriale che si è svolta in concomitanza a Palagiano nei locali della Parrocchia di San Nicola e a Castellaneta, presso la parrocchia del Cuore Immacolato di Maria. La scelta di mettere in atto dei laboratori è stata determinata soprattutto dalle continue richieste poste dagli stessi catechisti durante gli incontri vicariali effettuati lo scorso anno.
Sono stati così proposti tre laboratori che hanno coinvolto i catechisti, che nella prima serata della Bisaccia del Catechista, hanno effettuato la loro scelta tra “Bibliodramma”, “Bibbia ed arte” e “Bibbia e Liturgia”. Mariella Clemente e il diacono Paolo Di Benedetto hanno guidato il laboratorio di Bibbia e Liturgia, Teresa Di Mitri, Paolo Simonetti, Francesca Rizzo e Anna ……. della Commissione regionale, si sono occupati rispettivamente del Bibliodramma e del laboratorio di Bibbia e Arte.
Un ringraziamento speciale va a don Francesco Zito e don Oronzo Marraffa, i parroci che hanno messo a disposizione i locali e gli strumenti audiovisivi per la riuscita dei laboratori che sono stati molto partecipati, segno questo che la direzione che L’Ufficio Catechistico Diocesano ha imboccato riguardo alla formazione è quella giusta e che dobbiamo continuare a lavorare affinchè nuovi linguaggi e nuovi mezzi di comunicazione siano messi a disposizione di tutti i nostri catechisti per l’annuncio del Vangelo perché davvero si possa parlare di “Nuova Evangelizzazione”
Il laboratorio di “Bibliodramma” è stato un grande amplificatore, perché ha permesso ai partecipanti un approccio alla Parola a partire dall’interezza della persona. Infatti, è stato valorizzato l’incontro autentico con sé stessi, con gli altri e con Dio, attraverso l’ascolto della Parola e la sua contestualizzazione nella dimensione umana. Partecipare a questo laboratorio ha consentito di vivere in prima persona le pagine della Sacra Scrittura che sono state proposte dai formatori. I partecipanti, calandosi nei panni e nei sentimenti del personaggio che più risuonava in ognuno di loro e osservando con i propri occhi il brano reso attraverso simboli, oggetti o rappresentato da alcuni, hanno avuto la possibilità di mettere in moto anche la sfera emozionale. Complessivamente, il laboratorio ha orientato i partecipanti a sentirsi vivi e autentici, in coerenza con l’invito che la Parola ci rivolge quotidianamente. È emerso infine che, quando per approfondire dinamicamente il messaggio biblico comunicato, viene proposta una drammatizzazione, non si mette in atto una semplice messa in scena, ma si tenta di dare voce attraverso i personaggi biblici, agli aspetti che abitano anche in noi. Il coinvolgimento dei presenti è stato molto positivo.
Grazie al laboratorio di “Bibbia ed arte” i partecipanti hanno imparato l’importanza di accostare al linguaggio biblico quello dell’arte come preziosa risorsa per l’annuncio e la catechesi, per riscoprire la via della bellezza come più volte sottolineato da papa Francesco. Il linguaggio evocativo dell’arte ha aiutato sia i catechisti impegnati con i ragazzi che quelli che rivolgono l’annuncio agli adulti a trasmettere con le immagini ciò che le parole molte volte non riescono a spiegare; una strategia che accostando gli obiettivi della catechesi alle opere d’arte, permette in modo più semplice di trasmettere i temi della teologia sacramentaria.
Infine, il laboratorio di “Bibbia e Liturgia”, che ha consentito ai partecipanti di scoprire i codici della comunicazione non verbale nella liturgia a partire dalla gestualità di Gesù, maestro di comunicazione. I catechisti hanno avuto la possibilità di scoprire la bellezza di segni e simboli che nelle nostre celebrazioni liturgiche sono trasmessi attraverso i gesti del corpo, i silenzi, i colori, gli odori e i sapori che pur facendo a meno dell’uso della parola, riescono a trasmettere l’efficacia di quello che celebriamo.
Non nascondiamo Eccellenza che, come équipe diocesana, da principio, abbiamo avuto il timore di effettuare una proposta così impegnativa, ma con enorme soddisfazione possiamo invece dire, che le nostre catechiste e i nostri catechisti hanno risposto con entusiasmo e partecipazione: i laboratori sono stati seguiti complessivamente da circa 200 persone.
Da questo dato, abbiamo percepito la volontà comune di uscire dagli schemi standardizzati utilizzati fino ad ora, per acquisire i metodi per una catechesi più “appetibile” che porti frutto nella vita di ogni battezzato affinché il seme della novità germogli e si possa attuare quello che dice S. Agostino: “La preoccupazione più grande deve essere quella di trovare il modo di catechizzare gioiosamente: e quanto più ci riusciremo, tanto più piacevole sarà il nostro discorso».



