IV Domenica di Avvento – Anno C ( 21 Dicembre 2025)
Nella Domenica che precede ormai di un soffio il Natale, la Parola ci accompagna dentro il silenzio abitato di Giuseppe, un uomo giusto che impara a lasciarsi guidare da Dio proprio quando tutto sembra crollare. Il Vangelo racconta il turbamento di un uomo ferito nei suoi progetti eppure disposto ad ascoltare; un sogno lo raggiunge e lo invita a non temere, a prendere con sé Maria e quel Figlio che viene dallo Spirito Santo. È così che nasce la pace: quando ci si fida, anche se non abbiamo tutte le risposte.
Maria e Giuseppe diventano per noi un’immagine luminosa di fiducia reciproca, amore concreto e capacità di custodire ciò che nasce fragile. È un invito che raggiunge anche i nostri ragazzi, spesso smarriti tra paure, aspettative e sogni che sembrano troppo grandi. Come Giuseppe, anche loro scoprono che fidarsi non è chiudere gli occhi, ma aprire il cuore.
Per camminare con i ragazzi
Le proposte dei sussidi diocesani offrono due vie preziose.
1. Dalla vita: il sogno che prende forma
Per i più grandi (Junior), il percorso parte dai sogni: quelli che abitano il cuore, che spingono a crescere e a scegliere. Attraverso un ascolto musicale e una piccola attività creativa, i ragazzi imparano a nominare ciò che desiderano, a riconoscere ciò di cui hanno bisogno per realizzarlo e a scoprire che ogni sogno fiorisce quando qualcuno lo custodisce con amore .
2. Il segreto dell’amore
Per i più piccoli (Kids), la storia di Maria e Giuseppe diventa occasione per parlare di rispetto, fiducia e collaborazione. L’ascolto di una canzone, la condivisione delle emozioni suscitate e la creazione di un cartellone comune aiutano i bambini a comprendere che l’amore autentico cresce quando ciascuno sostiene l’altro con gentilezza e responsabilità .
Alla Parola
Il gesto di Giuseppe, che accoglie Maria e si prende cura del Figlio promesso, ci ricorda che la pace non nasce dall’assenza di difficoltà, ma dall’ascolto fedele della voce di Dio. Nei sogni che lo raggiungono, Giuseppe comprende che Dio non lo abbandona e gli affida una missione che supera ogni aspettativa. Così anche noi siamo chiamati a non lasciare cadere i nostri sogni e a custodire quelli degli altri con la stessa delicatezza con cui Dio custodisce noi.
Per una vita nuova
Le attività finali dei due percorsi invitano i bambini e i ragazzi a tradurre in gesti concreti ciò che hanno scoperto:
- con il braccialetto della fiducia intrecciato insieme agli amici, simbolo di un amore che unisce e sostiene;
- con il percorso bendato, che educa ad affidarsi e a guidare con responsabilità;
- con la cartolina del sogno da portare a casa, così che la famiglia intera possa diventare custode di quel piccolo progetto di vita che nasce nel cuore.
Sono piccoli segni che aiutano a comprendere che la pace non è un sentimento passeggero, ma un cammino fatto di fiducia, collaborazione e desideri condivisi.
In preghiera
Signore, insegnaci a fidarci di Te come fece Giuseppe.
Custodisci i nostri sogni e rendi il nostro cuore capace di portare pace
a chi ci vive accanto.
Tre proposte di immagini a corredo
1. Giuseppe nel silenzio del sogno
Un’illustrazione dolce e luminosa di san Giuseppe addormentato, avvolto da una luce calda mentre l’angelo gli parla nel sogno. Tono sereno, atmosfera di fiducia e silenzio. Perfetta per introdurre il tema “pace è fidarsi”.
2. Mani che intrecciano fili colorati
Una composizione semplice e simbolica: mani di bambini che intrecciano tre fili (azzurro, giallo, azzurro), richiamo diretto all’attività del braccialetto della fiducia. Immagine calda, educativa, molto adatta al linguaggio catechistico.
3. Una famiglia che guarda una “cartolina del sogno”
L’immagine mostra una famiglia riunita attorno a un tavolo, osservando un piccolo disegno realizzato da un bambino. L’atmosfera soffusa richiama il clima dell’Avvento e il tema della custodia reciproca.


